Torre verso i “Rifiuti Zero”

Chi di voi non ricorda il clamore mediatico, scoppiato qualche anno fa, riguardante la gestione dei rifiuti a Napoli? I media nazionali facevano a gara a chi pubblicasse per primo articoli inerenti la presenza di rifiuti per strada che le società comunali addette alla loro gestione non riuscivano più a gestire. In quegli anni, sia a Napoli che a Torre Annunziata, non era ancora concepita dai nostri politici locali l’idea che il ciclo dei rifiuti non dovesse comprendere più le discariche, le eco balle(che tanto ecologiche non sono) e gli inceneritori chiamati anche termo valorizzatori.
Ma proprio in quegli anni in Italia veniva diffusa e prendeva piede la teoria “Rifiuti Zero” ideata da Paul Connett , professore emerito di chimica ambientale all’Università St. Lawrence di Canton.
Paul Connett racconta che a metà degli anni ’80, nella sua contea a nord dello stato di New York, si era pensato di costruire un inceneritore e lui stesso era d’accordo a che tale opera fosse realizzata.
Ben presto cambiò idea leggendo che nel bruciare i rifiuti si producono sostanze molto tossiche e che ogni 3 tonnellate di spazzatura combusta porta alla produzione di una tonnellata di cenere molto tossica che da qualche parte va messa. Da allora il professore Connett, insieme ad un equipe costituita da cittadini e ricercatori,ha ideato la teoria dei rifiuti zero. Questa teoria bandisce l’uso di inceneritori o termo valorizzatori ( chiamati così da molti nostri politici locali per addolcire la pillola) perché emettono diossine e polveri tossiche oltre alle ceneri già menzionate, che non solo inquinano l’ambiente ma sono causa dell’incremento di patologie neoplastiche nella popolazione.
Inoltre distruggere completamente i rifiuti che produciamo richiederà il dispendio di grandi risorse energetiche per riprodurli, cosa che con il riciclo ed il riuso porta al risparmio del quadruplo di dette risorse.
Infine la combustione dei rifiuti è da bandire perché è un business perpetrato sulla pelle dei cittadini che fa gola alla criminalità organizzata, alla politica e ad imprenditori senza scrupoli.
Paul Connett quindi in alternativa cosa propone? Invita noi tutti ad adottare il suo modello di gestione dei rifiuti che ha portato ottimi risultati a San Francisco (che nel 2006 è arrivata al 75% di differenziazione dei rifiuti) e a San Diego dove si è raggiunto il 90%. Questo suo modello di gestione dei rifiuti si basa sulle “4 R”:Riciclo,Riuso,Riduco e Riutilizzo. In Italia il primo comune ad adottare la teoria del professore americano è stato Capannori, un comune di 50 mila abitanti in provincia di Lucca.
Ecco elencati i 10 punti da seguire per avviare un ciclo virtuoso della gestione dei rifiuti,presenti sul sito del comune di Capannori.

Dieci passi verso Rifiuti Zero

1.separazione alla fonte: organizzare la raccolta differenziata. La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non e’ quindi la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.
2.raccolta porta a porta: organizzare una raccolta differenziata “porta a porta”, che appare l’unico sistema efficace di RD in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%. Quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro e’ previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.
3.compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.
4.riciclaggio: realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva.
5.riduzione dei rifiuti: diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili.
6.riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un’ottima resa occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia.
7. tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti piu’ consapevoli.
8. recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.
9. centro di ricerca e ri-progettazione: chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla ri-progettazione industriale degli oggetti non riciclabili, e alla fornitura di un feedback alle imprese (realizzando la Responsabilità Estesa del Produttore) e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.
10. azzeramento rifiuti: raggiungimento entro il 2020 dell’ azzeramento dei rifiuti, ricordando che la strategia Rifiuti Zero si situa oltre il riciclaggio. In questo modo Rifiuti Zero, innescato dal “trampolino” del porta a porta, diviene a sua volta “trampolino” per un vasto percorso di sostenibilità, che in modo concreto ci permette di mettere a segno scelte a difesa del pianeta.

Anche amministrazioni pentastellate hanno abbracciato la teoria” Rifiuti Zero” , infatti basti vedere come il Sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, non solo ha risanato l’azienda dei rifiuti “Aampas, con 45 milioni di debito senza che i cittadini pagassero un euro, ma adesso si accinge ad attuare un progetto che porti allo spegnimento dell’inceneritore utilizzato fino ad ora per distruggere i rifiuti.

In conclusione noi attivisti del Meetup “Amici di Beppe Grillo Torre Annunziata-Oplonti” riteniamo che preservare la salute e l’ambiente mettendo in campo la teoria “Rifiuti Zero” sia fondamentale per garantire un futuro migliore per noi e soprattutto per le generazioni future.

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