Il Quartiere Fantasma – Quartiere Careceri

Tutto ha inizio con il terremoto del 1980 quando l’allora Amministrazione Comunale decise di approvare e rendere esecutivo un piano di recupero complessivo dell’area comprendente i confini del Quadrilatero e dei vicoli della marina. Avocando a sé l’esecuzione di tale piano, il Comune vietò di fatto ai singoli proprietari di poter accedere ai fondi della legge 219/81, legge varata dal Governo Nazionale per risanare tutti quei territori feriti dal sisma del 1980/81.
La ricostruzione, seppur approvata e resa esecutiva, subì un momento di pausa con il commissariamento della Città dopo il delitto Siani. Con le successive elezioni, vinte dalla sinistra cittadina con il Sindaco Cucolo (2 mandati), quella pratica avrebbe dovuto proseguire celermente, visto che era già pronta e tracciata in ogni singolo dettaglio, tanto che era stata anche costituita una società per la sua esecuzione e non vi erano più atti burocratici ad ostacolarla,. La controversia giudiziaria inizia con l’ Amministrazione Cucolo quando questi, malgrado le numerosissime sollecitazioni avute dal Comitato per la ricostruzione post terremoto ( per la sua costituzione vedi manifesto alla città del 1997) a dare seguito al piano di recupero, ad ogni incontro invece di cercare una qualunque soluzione, frapponeva palesemente sempre nuovi ostacoli alla ricostruzione.
L’iter giudiziario si conclude in data 4 dicembre 2012, con la sentenza del Tribunale di Torre Annunziata che accoglieva in pieno la tesi degli attori. Infatti, l’ Amministrazione Comunale veniva condannata a pagare 1,4 milioni di euro a 55 proprietari di immobili. Secondo i giudici, negli ultimi trent’anni, le amministrazioni che si sono succedute al governo della città non hanno fatto il massimo per attuare la ricostruzione, non hanno fatto decollare il piano di ricostruzione, che di fatto ha evitato ai proprietari di godere dei fondi della 219 stanziati dallo Stato per la ricostruzione post terremoto.
Sono passati altri 5 anni da quella sentenza e nulla è cambiato, il degrado galoppante sta letteralmente ingoiando il quartiere e con esso un pezzo di storia di questa città.
La soluzione di tale disagio passa attraverso due step fondamentali:
– Il primo è quello della rimozione immediata delle macerie dovute ai crolli e alle demolizioni che ancora sono stoccate all’interno dell’area, oltre alla rimozione dell’immane quantità di rifiuti illegalmente depositati;
– Il secondo, di più ampio respiro, è quello di aprire un dibattito sulla futura destinazione d’uso del quartiere in modo da poter elaborare, a valle della discussione con la città, un serio progetto di recupero che restituisca nuova linfa e prospettiva ad un quartiere ormai completamente ghettizzato.

 

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